lunedì 28 settembre 2009

Ubuntu - reinstallare SENZA formattare

È la prima guida, e probabilmente l'ultima, che scrivo per linux (in particolare per *ubuntu).
Tutti quelli che come me usano ubuntu sanno che, ogni 6 mesi, c'è un ardua prova da superare: IL PASSAGGIO DI VERSIONE!!
E a me, che sono sfigato, va sempre male..
Quindi avrei due opzioni:
-Fare comunque il passaggio di versione
-Formattare e installare la nuova versione da zero

Però sono anche pigro, quindi non ho voglia di salvarmi tutti i dati in un drive esterno e poi rimetterli finita l'installazione..

Quindi??

Da qualche tempo però, ci viene in aiuto un utilissimo servizio durante l'installazione.
Io lo chiamo il "non formattone", voi chiamatelo come vi pare.
Il nome ufficiale è "UbuquityPreserveHome" e ora vi spiego come funziona.

Ricapitoliamo lo scenario ideale: voi avete la vostra bella e funzionante ubuntu (magari una 8.04) e volete provare la nuova versione senza installare le versioni intermedie. Oppure avete fatto un casino, non funziona più nulla (ma proprio nulla nulla) e non volete formattare per non perdere i dati (foto, video, mp3 acquistati da amazon(...si come no)).

Se siete in delle situazioni del genere potete fare cosi:
  • Boot da LiveCd
  • Doppio click sulla icona di installazione






  • Scorrete velocemente fino al passo 4 di 7 dove vi chiede come formattare il disco, scegliete il partizionamento manuale e andate avanti
  • Trovate la partizione con "ext3" che dovrebbe essere quella della vostra vecchia installazione di ubuntu, selezionatela e cliccate su modifica partizione
  • Cambiate "usa come" in "Ext3 journaling file system", NON SELEZIONATE "Formatta la Partizione" e date come punto di mount "/" (come si vede nell'immagine)
  • Andate avanti e vi apparirà una finestrella che vi avvisa che la partizione che non volete formattare contiene dei dati, e che certe cartelle verranno formattate comunque; cliccate su continua senza rimorsi
  • Andate avanti per completare i passi di installazione
  • Quando vi chiede di inserire nome utente e password mettete quelli vecchi della installazione in modo da rendere quell'utente amministratore ed assegnare la vecchia home al "nuovo" utente

Bene.. se tutto va bene avrete una nuova ubuntu con tutti i dati vecchi e anche i programmi perfettamente funzionanti

Esperienza personale:
Ho fatto un esperimento su macchina virtuale e al riavvio dopo il "non formattone" tutti i dati e i vecchi programmi erano al loro posto, però non funzionava il mouse...
Se avete intenzione di provare questa strada fatevi sempre un backup dei dati, prevenire è meglio che curare anche in informatica!!

guida e immagini tratte da https://wiki.ubuntu.com/komputes/HowToUbuquityPreserveHome

martedì 17 febbraio 2009

Tiramisù

In questo periodo buio, quando voglio sentirmi un po' meglio, guardo questo



e poi questo



non c'è niente di meglio di un bambino di 7 anni post anestesia del dentista!!

domenica 8 febbraio 2009

Berlusconi sul caso Englaro

Ma quando berlusconi dice:

"Da una parte c'è la cultura della libertà, dall'altra quella di uno Stato che prevale sui cittadini"

se ne rende conto da che parte sta??

martedì 13 gennaio 2009

Crisi del Gas

In questi giorni in cui l'ucraina ci rubava il gas è successa una cosa fantastica.
Si è rotto il contatore del metano!!
Solo la rotellina più piccola continua a girare mentre tutte le altre sono bloccate..
Quindi se sentite alla tv che l'ucraina continua a rubarci il gas non credeteci..
Sono io!!

MUAHAHAHAHAHA!!!!

sabato 10 gennaio 2009

È uscito Windows 7!!

lunedì 22 dicembre 2008

AAA Cercasi Festa Capodanno

Cercasi festa capodanno possibilmente ben organizzata, dove non debba portarmi la roba da mangiare da casa e mettere 15€ solo per la roba da bere.

Possibilmente nella regione in cui sto ora.

Astenersi burloni con la testa per aria ;)

martedì 16 dicembre 2008

Non sono morto, credo

"..tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino.."

Prima o poi qualcosa riscriverò su questo blog.
È stato un periodo strano..

mercoledì 29 ottobre 2008

Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei

INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»

di ANDREA CANGINI - ROMA

PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.

Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica:

spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.

Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.

La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente»

Video rock in Excel??

Se pensavate che fosse impossibile gli AC/DC lo hanno fatto..
Se avete office e volete vedere il risultato andate qua per scaricarvi il file da aprire con excel..

Se non avete excel potete vedere direttamente il risultato da youtube..
ma non è la stessa cosa..


mercoledì 22 ottobre 2008

L'ipotesi di Calamandrei

L'ipotesi di Calamandrei.
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950